La semplificazione amministrativa non passa solo attraverso l’eliminazione di norme e adempimenti. Anzi, la perdurante fase di stallo in cui versa l’iter per l’adozione dei decreto attuativi delle liberalizzazioni introdotte dal governo Monti (ad esempio d.l. n. 5/2012), che a quasi tre anni di distanza ancora non hanno visto la luce, ha spostato gli sforzi del legislatore sul fronte della semplificazione procedimentale, rendendo obbligatoria una modulistica unificata e standardizzata, ispirata al principio secondo il quale gli adempimenti burocratici legati all’avvio di una nuova impresa devono essere uguali ovunque.

Il recentissimo decreto-legge 24 giugno 2014 n. 90, in vigore dal 25 giugno, ha fissato al 31 ottobre 2014 il termine per adottare l’Agenda per la semplificazione per il triennio 2015/17, con il chiaro intento di superare, attraverso lo strumento delle scadenze programmate e della concertazione istituzionale, gli attuali impasse del processo riformatore.

La semplificazione amministrativa non passa solo attraverso l’eliminazione di norme e adempimenti. Anzi, la perdurante fase di stallo in cui versa l’iter per l’adozione dei decreto attuativi delle liberalizzazioni introdotte dal governo Monti (ad esempio d.l. n. 5/2012), che a quasi tre anni di distanza ancora non hanno visto la luce, ha spostato gli sforzi del legislatore sul fronte della semplificazione procedimentale, rendendo obbligatoria una modulistica unificata e standardizzata, ispirata al principio secondo il quale gli adempimenti burocratici legati all’avvio di una nuova impresa devono essere uguali ovunque.

Il recentissimo decreto-legge 24 giugno 2014 n. 90, in vigore dal 25 giugno, ha fissato al 31 ottobre 2014 il termine per adottare l’Agenda per la semplificazione per il triennio 2015/17, con il chiaro intento di superare, attraverso lo strumento delle scadenze programmate e della concertazione istituzionale, gli attuali impasse del processo riformatore.

Gli accordi (art. 9, d. lgs. 281/97) o intese (art. 8, l. 131/03) tra Governo, Regioni e Autonomie Locali, sono gli strumenti previsti per attuare il disegno dell’Agenda per la semplificazione. In particolare, come si diceva, questo percorso concertativo avrà il compito di licenziare una modulistica unificata e standardizzata per la presentazione alle amministrazioni regionali e agli enti locali di istanze, dichiarazioni e segnalazioni per l’edilizia e per l’avvio di attività produttive.

La chiara volontà di unificare la modulistica nei settori nevralgici dell’edilizia e delle attività produttive, rappresenta un innegabile passo avanti nella direzione di semplificare la vita degli operatori. Fintanto che non verrà eliminata l’eccessiva quantità di  adempimenti e procedure che ancora infestano la normativa di settore, è già un grande risultato sapere che dal punto di vista operativo modulistiche e allegati richiesti saranno gli stessi dappertutto. Infatti, al di là degli annunci o degli interventi al solo livello normativo, la vera partita della semplificazione si gioca nel rapporto con la burocrazia, e quindi nell’uso della modulistica, nella documentazione richiesta, nella gestione dei tempi procedimentali.

L’unificazione procedurale non avrà però valore assoluto, in quanto occorre tenere conto delle specifiche normative regionali, vero e proprio “flagello” per le imprese strutturate in più sedi, alle prese ogni giorno con leggi diverse per attività uguali. Ma tale è la frammentazione e la contraddittorietà delle prassi, dei modelli e delle decisioni del nostro sistema amministrativo, con differenze sostanziali da Comune a Comune a pochi chilometri di distanza, che poter contare su una modulistica unica anche solo a livello regionale rappresenta comunque un’enorme conquista.

Ad ogni modo, per cercare di superare le inevitabili differenze dovute al regionalismo, gli accordi conclusi in sede di Conferenza unificata sono rivolti ad assicurare la libera concorrenza, costituiscono livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, assicurano il coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale, in attuazione dell’art. 117, comma 2, lett, e), m) e r).

Anche se il legislatore non si è speso molto su questo passaggio, l’ambiente in cui prenderanno vita i moduli unificati sarà informatizzato, in coerenza con le precedenti riforme dell’edilizia (d.l. n. 83/2012) e delle attività produttive (d.p.r. n. 160/2010), ormai da anni allineate sul flusso documentale solo telematico.

I tempi previsti per il varo della modulistica unica saranno quelli dettati dai citati accordi o intese. (Michele Deodati)