La Regione Emilia Romagna ha approvato lo scorso 27 giugno la legge comunitaria annuale  (n. 7/2014, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 183 del 27 giugno 2014), al fine di adeguare il proprio ordinamento al diritto comunitario, in applicazione della l.r. n. 16/2008 in materia di partecipazione al law making process europeo e alla sua attuazione.

Si tratta di un intervento complesso, che per quanto riguarda le attività economiche spazia dalle fiere, al commercio, ai pubblici esercizi, alla ricettività e ad altre attività di servizio come estetisti e agenzie di viaggi. Interessante anche la programmazione a vantaggio delle PMI.

 

La Regione Emilia Romagna ha approvato lo scorso 27 giugno la legge comunitaria annuale  (n. 7/2014, pubblicata sul Bollettino Ufficiale n. 183 del 27 giugno 2014), al fine di adeguare il proprio ordinamento al diritto comunitario, in applicazione della l.r. n. 16/2008 in materia di partecipazione al law making process europeo e alla sua attuazione.

Si tratta di un intervento complesso, che per quanto riguarda le attività economiche spazia dalle fiere, al commercio, ai pubblici esercizi, alla ricettività e ad altre attività di servizio come estetisti e agenzie di viaggi. Interessante anche la programmazione a vantaggio delle PMI.

Calendarizzazione degli eventi e attribuzione della qualifica delle manifestazioni fieristiche costituiscono i principi su cui si reggono le novità introdotte dalla legge comunitaria all’interno della l.r. n. 12/2000, che disciplina la materia. Le competenze su tali aspetti sono attribuite alla Regione e ai Comuni, per assicurare la parità di accesso alle strutture espositive ed il costante adeguamento della qualità dei servizi offerti agli utenti e agli espositori (nuovi articoli 1 e 5 l.r. n. 12/2000). La vecchia autorizzazione allo svolgimento delle attività fieristiche lascia il posto ad una comunicazione alla Regione o al Comune, nel rispetto di determinati requisiti in termini di sicurezza delle strutture e parità di trattamento degli operatori. Ai fini dell’inserimento all’interno del calendario regionale, le comunicazioni vanno inviate alla Regione entro il 31 marzo dell’anno precedente (nuovi artt. 10 e 11). Regole più semplici valgono ora anche per le fasi dell’istruttoria e dell’inserimento in calendario (nuovi artt. 12 e 14).

Altre semplificazioni attengono al settore delle agenzie di viaggio, attivabili con scia e non più previa autorizzazione provinciale. La scia va presentata al SUAP comunale competente in modalità informatica e utilizzando il relativo modello regionale corredato di tutti gli allegati previsti (nuovo art. 5 l.r. n. 7/2003). Il SUAP provvede poi all’inoltro della documentazione alla Provincia, che rimane titolare dell’istruttoria. Fa il suo ingresso nella normativa anche l’agenzia di viaggi telematica. Per sedi secondarie o filiali, la precedente dia è sostituita da una comunicazione al SUAP competente, che provvede ad informare il SUAP cui è stata presentata la scia per l’apertura della sede principale (nuovo art. 6). Essendo molti SUAP gestiti in forma associata per più comuni, sarà possibile evitare questa comunicazione nel caso in cui la sede secondaria sia aperta in un comune sempre facente parte della stessa gestione associata.

Le novità in tema di somministrazione di alimenti e bevande, riguardano l’adeguamento alla direttiva 2006/123/CE delle norme presenti nella l.r. 14/2003 ancora contrastanti con le liberalizzazioni. Sono eliminati i riferimenti alle autorizzazioni e alla programmazione, salvo per le zone soggette a tutela, in coerenza con il d. lgs. 59/2010. Altri adeguamenti attengono all’indicazione di norme regionali adottate successivamente l’entrata in vigore della l.r. n. 14/2003. Viene inoltre specificato che la competenza comunale quanto a presentazione della scia o rilascio dell’autorizzazione spetta al SUAP. Un’altra novità è rappresentata dall’affido di reparto, attivabile sempre con scia. Per aperture e modifiche in zone di pregio occorre l’autorizzazione, mentre negli altri casi e per cambi di gestione o titolarità si applica la scia, come previsto dall’art. 64 commi 1 e 2 del d. lgs. 59/2010).

Le attività temporanee, anche in linea con le recenti modifiche agli artt. 68 e 69 del TULPS ad opera del decreto del fare, sono soggette a scia, mentre rappresenta una novità il rilascio di un’autorizzazione nel caso gli eventi si svolgano in zone soggette a tutela, nell’ambito del nuovo “trend” normativo che vede possibili le limitazioni poste a salvaguardia dei beni storici o ambientali, e in controtendenza con la precedente stagione delle liberalizzazioni. È attribuita ai Comuni la possibilità di definire le modalità di svolgimento della somministrazione temporanea, fatto salvo il limite dei trenta giorni consecutivi. Nuova è anche la previsione di un calendario comunale delle sagre, assumendo nella normativa una prassi già diffusa presso molti Comuni.

Profondi interventi di semplificazione si riscontrano in materia di orari, dopo la liberalizzazione (quasi) assoluta introdotta nel decreto n. 223/2006 alcuni anni fa. Sono stati eliminati il monte orario giornaliero minimo stabilito dal Comune e le fasce orarie di apertura e chiusura, in ragione delle diverse esigenze e caratteristiche delle zone. È venuto meno anche l’obbligo di comunicazione al Comune dell’orario prescelto. A sopravvivere è solo l’obbligo di rispettare l’orario di effettiva apertura e chiusura, da rendere noto al pubblico mediante cartelli o altri mezzi idonei di informazione. La comunicazione al Comune rimane solo per le chiusure superiori a trenta giorni consecutivi.

Sempre ragioni di adeguamento dell’ordinamento regionale alla direttiva 2006/123/CE hanno ispirato le modifiche alla l.r. n. 14/1999. Così come è accaduto in altre Regioni, in primis la Lombardia, finiscono in soffitta concetti come “equilibrato sviluppo” del settore commerciale, “programmazione”, e “obiettivi di presenza e sviluppo della grande distribuzione”, per l’evidente incompatibilità di queste locuzioni con il nuovo contesto di liberalizzazione. Stesso destino per le disposizioni della pianificazione provinciale che definiscono il dimensionamento della capacità insediativa delle grandi strutture di vendita rispetto al totale della dotazione, che possono essere disapplicate. Eliminati anche i divieti in materia di commistione tra ingrosso e dettaglio, con alcune specificazioni in ordine al computo della superficie e al possibile conflitto con la disciplina dettata per le merci ingombranti.

Fa il suo ingresso nella normativa sulla ricettività (l.r. n. 16/2004) la nuova tipologia dei “marina resort”, definiti come strutture organizzate per la sosta e il pernottamento di turisti all’interno delle unità da diporto, ormeggiate nello specchio acqueo appositamente attrezzato. I marina resort devono possedere i requisiti individuati dalla Giunta regionale con apposita deliberazione, da adottarsi entro novanta giorni dall’entrata in vigore della l.r. n. 7/2014, che ne definirà altresì modalità di apertura, di esercizio e relativa classificazione.

Per l’attività di estetista, le novità normative riguardano l’aggiornamento delle procedure di formazione professionale, ora inserite nel contesto della l.r. n. 12/2003 e delle successive disposizioni attuative. Per i regolamenti comunali in materia, sono state eliminate le indicazioni relative ai contenuti degli stessi, invece riportati con un certo dettaglio nella l.r. n. 32/1992. Resta comunque sottinteso che programmazione e limiti di distanza non potranno più comparire nelle regolamentazioni comunali.

Nella legge comunitaria non mancano norme per il recepimento in Emilia Romagna dei principi della comunicazione COM (2008) 394 della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 30 settembre 2008, “Pensare anzitutto in piccolo” (Think Small First) Uno “Small Business Act” per l’Europa.  Le modalità previste sono quelle dettate dalla l.r. n. 18/2011. Al centro dell’intervento sono le PMI, rispetto alle quali la Regione si impegna a creare un ambiente favorevole anche attraverso la promozione di incubatori e web community. (Michele Deodati)