Con circolare del 13 marzo 2013 la Regione Liguria ha fornito alcune indicazioni ai Comuni in merito alla nuova programmazione commerciale introdotta con la la Deliberazione del Consiglio regionale n. 31 del 17 dicembre 2012. In essa si fa presente che a fronte della necessità di addivenire ad una programmazione regionale in materia di attività commerciali che, in conformità ai principi di liberalizzazione delle attività economiche e della libera concorrenza, sia non più basata su criteri di natura quantitativa o su vincoli di qualsiasi altra natura, esclusi quelli connessi alla tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente e dei beni culturali, la nuova programmazione è stata ridefinita attraverso la formulazione di indirizzi e criteri che rispettano i sopracitati principi, come esplicitato nel testo della suddetta D.C.R. n. 31/2012.

Con circolare del 13 marzo 2013 la Regione Liguria ha fornito alcune indicazioni ai Comuni in merito alla nuova programmazione commerciale introdotta con la la Deliberazione del Consiglio regionale n. 31 del 17 dicembre 2012. In essa si fa presente che a fronte della necessità di addivenire ad una programmazione regionale in materia di attività commerciali che, in conformità ai principi di liberalizzazione delle attività economiche e della libera concorrenza, sia non più basata su criteri di natura quantitativa o su vincoli di qualsiasi altra natura, esclusi quelli connessi alla tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente e dei beni culturali, la nuova programmazione è stata ridefinita attraverso la formulazione di indirizzi e criteri che rispettano i sopracitati principi, come esplicitato nel testo della suddetta D.C.R. n. 31/2012. Per quanto concerne gli indirizzi e criteri introdotti con la nuova programmazione regionale si sottolinea che le relative previsioni hanno immediata efficacia nei confronti dei vigenti atti comunali di programmazione commerciale ed urbanistica nel senso che, a far data dall’entrata in vigore della citata D.C.R. n. 31/2012 (27.12.2012), sono da considerarsi immediatamente applicabili e prevalenti sia sulle diverse previsioni di programmazione commerciale e di pianificazione urbanistica comunale che i Comuni avessero in precedenza recepito basandosi sulla previgente programmazione commerciale ed urbanistica di cui alla D.C.R. n. 18/2007, sia sulle mere previsioni di pianificazione urbanistica dei Comuni che non avessero recepito la precedente programmazione commerciale regionale. Si sottolinea poi che ciò significa, in particolare, che le disposizioni della D.C.R. n. 31/2012 di cui al Paragrafo 3,(Deroga ai limiti massimi di superficie di vendita) prevalgono sulla pianificazione commerciale ed urbanistica comunale in quanto sono di immediata applicazione, e, pertanto, non necessitano del recepimento da parte del Comune nei propri strumenti urbanistici, anche qualora i parametri comunali fossero attualmente più restrittivi rispetto a quelli regionali introdotti dalla ridetta DCR n. 31/2012. Si ribadisce inoltre che resta fermo che i Comuni nell’aggiornare ovvero nell’adottare il proprio Piano commerciale di cui all’art. 5 della l.r. n. 1/2007 e s.m. hanno l’onere di adeguare le proprie previsioni alle succitate nuove disposizioni regionali, al fine di assicurare maggiore chiarezza e trasparenza per i cittadini. Per quanto concerne l’insediamento di Grandi Strutture di Vendita, Centri Commerciali, Aggregazioni di Esercizi singoli, Parchi Commerciali e Distretti Commerciali Tematici si evidenzia poi che, in base alle indicazioni contenute nel paragrafo 5 dell’Allegato alla sopracitata D.C.R. n. 31/2012, deriva per ciascun Comune l’obbligo di verificare se nel vigente strumento urbanistico (PUC o PRG o PdF) siano già individuate le aree compatibili con l’insediamento delle sopracitate tipologie distributive secondo i criteri e gli indirizzi specificati nelle lettere a), b), c), d), e), f), g), h), i)., ribadendosi al contempo l’immediata efficacia vincolante sugli atti comunali di programmazione commerciale e di pianificazione urbanistica degli specifici divieti stabiliti nella tabella riportata nello stesso Paragrafo 5 con riferimento agli ambiti del territorio ivi individuati. In particolare si sottolinea che in base ai criteri contenuti nella citata lettera a) le Grandi strutture di vendita, i Centri Commerciali, Aggregazioni di Esercizi singoli, Parchi Commerciali e Distretti Commerciali Tematici “possono essere insediate esclusivamente nelle aree, zone o edifici che abbiano una specifica destinazione per l’insediamento di tali tipologie distributive”. (In Monitor/Area giuridica/Normativa regionale/Liguria si può consultare il testo integrale della circolare)