Con sentenza n. 27 del 13 febbraio 2013 la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimi gli artt. 88 e 89 della L.R. 27.12.2011, n. 66, che sostituivano gli artt. 80 e 81, comma 1 della L.R. 7.02.2005, n. 28 della Regione Toscana in materia di orari delle attività commerciali .Con l’art. 88 della L.R. n. 66/2011 veniva reintrodotto, per gli esercizi di commercio al dettaglio, l’obbligo di chiusura domenicale e festiva, salvo limitate deroghe, e si prescriveva il limite massimo di 13 ore giornaliere, salvo la possibilità di introdurre deroghe da parte dei Comuni. Con la seconda norma (art. 89 della L.R. n. 66/2011) si reintroducevano limiti agli orari di apertura e chiusura al pubblico per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande da determinarsi da parte dei Comuni previa concertazione con le organizzazioni imprenditoriali del commercio e turismo, le organizzazioni sindacali dei lavoratori del settore e le associazioni dei consumatori, maggiormente rappresentative. La Corte costituzionale ha dichiarato che “risulta palese il contrasto tra la normativa regionale impugnata e l’art. 3, comma 1, lettera d-bis9 del D.L. n. 223 del 2006, come novellato dall’art. 31, comma 1 del D.L. n. 201 del 2011, ascrivibile alla competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela della concorrenza, che ha liberalizzato gli orari e le giornate di apertura degli esercizi commerciali”, per cui per detti articoli è stata dichiarata l’illegittimità costituzionale.