La Regione Toscana, tra le prime in Italia, ha apportato modifiche al suo Codice del commercio del 2005 in esecuzione del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 e del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1. La prima modifica attiene alla pianificazione territoriale, stabilendo che “la pianificazione territoriale del settore commerciale è effettuata in conformità alle disposizioni della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 (Norme per il governo del territorio)” (vedi art. 2 in sostituzione dell’art. 4 della L.R. n. 28/2005). Vengono anche modificate le norme procedurali relative alla presentazione delle istanze ponendo al centro lo Sportello unico per le attività produttive (vedi art. 3 in sostituzione dell’art. 9 della L.R. n. 28/2005). Vengono riscritte le norme relative alle definizioni, prevedendo tra l’altro che le grandi strutture di vendita sono localizzabili nei comuni con oltre 10.000 abitanti “inseriti nelle aree commerciali metropolitane Firenze-Pistoia-Prato e Livorno-Pisa” (vedi art. 8 in sostituzione dell’art. 15 della L.R. n. 28/2005). Di particolare interesse è poi l’introduzione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) anche per le medie e le grandi strutture di vendita, ma in un unico caso: “la modifica, quantitativa o qualitativa, di settore merceologico…purché l’esercizio presenti tutti i requisiti previsti dalla normativa statale e regionale…(vedi artt. 11 e 12 in sostituzione degli artt. 17 e 18 della L.R. n. 28/2005). (In Monitor/Area giuridica il testo della legge)