Il comunicato stampa di Confcommercio del 9/1/2013 è tranchant: “2012, anno peggiore dal dopoguerra”. E lo dimostra con dati precisi: a novembre si è registrata una diminuzione dei consumi in quantità del 2,9% su base annua e dello 0,1% sul mese precedente. Tutto ciò ci fa ritornare per i consumi pro capite in termini reali alla stessa situazione del 1997, cioè di 15.697 euro, che il prossimo anno diverranno, in previsione, 15.494: caduta netta (-13,2% dal 2008, secondo Federconsumatori). A crollare non sono solo le spese per alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (-4,3%) o beni e servizi ricreativi (-4,4%), ma anche quelle obbligatorie, come le spese alimentari (-2,6%). Secondo Istat, nei primi 9 mesi dell’anno appena trascorso la perdita del potere d’acquisto degli italiani (cioè la loro capacità di spesa) nei confronti dello stesso periodo del 2011è stato del 4,1%, un dato che, letto da Codacons, equivale a 1.433 euro per una famiglia di 3 persone e 1.578 euro per una di 4. Senza parlare della crescita della disoccupazione, che nel 2012 ha raggiunto il picco del 10,5% (8,45 nel biennio 2010-2011) e che si prevede aumenterà anche quest’anno, fino a raggiungere l’11,4%. E, ancora secondo Codacons, il 2013 farà registrare “un ulteriore calo di consumi (-0,9%) e una nuova ondata di povertà, che trascinerà migliaia di famiglie nel baratro”. Parole forti, parole dure. Perché ciò avverrà in un contesto inflazionistico annuale (a dicembre) del 2,4%, dove per il settore alimentare è stato del 2,6%, che si prevede negativo anche per il 2013 (-0,8%). Non meraviglia, quindi, che Confcommercio noti un calo di fiducia enorme delle famiglie: da +0,5% a marzo 2012 a -3,9 a dicembre. D’altronde non c’è molto spazio per la fiducia se il pil pro capite italiano 2012 ha registrato un -2,7% (il più basso fra i paesi più avanzati), che rimarrà negativo anche quest’anno, pur in forma più ridotta (-1,1%). Tutta questa situazione di pessimismo nel consumo delle famiglie italiane è tradotta da Confcommercio in dati spietati: mentre la spesa 2012 per i consumi in valori assoluti ha presentato un -3,3% (con previsione del -0,9% per quest’anno), quella per abitante ha segnato un -3,7% (-1,3% per quest’anno) e quella per famiglia un -3,2% (-1,3% per quest’anno). Non c’è motivo per stare allegri per i cittadini e per la distribuzione.