E’ questa la domanda posta al centro della tavola rotonda svoltasi il 10 ottobre scorso al 6° Consumer & Retail Summit promosso da Il Sole 24 Ore Formazione ed Eventi. La tavola rotonda, coordinata da Patrick Fontana, è stata introdotta da Francesco Fumelli, Vice Direttore di SCS Consulting, che ha posto l’accento sulla prospettiva di risorse scarse ( alimenti, acqua, energia, ecc.) che attende l’economia mondiale, per cui occorre ricercare nuovi equilibri economici da parte di una società più consapevole, anche tramite un coinvolgimento culturale che proponga stili di vita nuovi. La produzione deve stimolare l’adozione di nuove tecnologie volte alla riduzione del packaging e mirare alla creazione di valori per il territorio. In alcuni paesi emergenti (ad esempio in Africa) le imprese straniere che vi operano devono anche realizzare interventi indirizzati a garantire livelli di sussistenza delle comunità locali ( ad esempio nel campo dell’assistenza sanitaria e dell’housing sociale). Di particolare interesse l’intervento di Andrea Jlly, Presidente di Jllycaffé, che ormai opera in 140 paesi, prefiggendosi quale sogno di far consumare il “migliore caffè al mondo”. La filosofia aziendale è infatti quella dell’approccio di una impresa volto all’eccellenza, realizzando un prodotto qualitativamente superiore a quello dei competitors e di considerare il profitto non come fine ma come mezzo per raggiungere questo risultato. Particolare attenzione è stata dedicata al segmento “gourmet”, in modo da far sì che il caffè sia vissuto positivamente per certi suoi effetti sulla stessa durata della vita, come recenti ricerche di carattere scientifico hanno dimostrato. L’impresa ha poi adottato una “supply chain” più sostenibile, mirando alla conservazione delle risorse e alla difesa degli interessi ambientali, fedele al motto di “soddisfare i nostri bisogni senza compromettere gli interessi futuri” di famiglie, imprese e Stati. La parola è quindi passata a Sami Kahale, Presidente e Amministratore Delegato di Procter & Gamble Italia, il quale ha affermato che anche la sua impresa si è posto l’obiettivo della sostenibilità a lungo termine, cercando di migliorare la qualità della vita per le generazioni future e ponendo al centro la persona, adottando il motto “consumer is the boss”. Le persone vogliono infatti l’etica e le imprese a tal fine devono essere socialmente responsabili. La semplice regola di base adottata è che ogni prodotto deve vivere della sua bontà. La soluzione del problema della povertà nel mondo richiede il coinvolgimento del settore privato, adottando comunque soluzioni diverse dalla tradizionale filantropia. A questo proposito ha citato l’esperienza condotta in collaborazione con Unicef del programma di lotta contro il tetano, partendo dalla constatazione che ogni 9 minuti un bambino muore per questa malattia nel mondo. L’impresa deve pertanto darsi un profilo socialmente responsabile, fornendo un aiuto a risolvere i problemi emergenti nell’attuale società globale. Anche Lars Petersson, Amministratore Delegato di Ikea Italia, ha affermato che si parte con un sogno: migliorare la qualità di vita. Ora Ikea possiede 20 centri di arredamento in Italia ed ha potuto apprezzare la profonda cultura industriale italiana. Apprezzando la loro creatività Ikea ha stabilito stabili legami con fornitori italiani all’insegna della più ampia trasparenza reciproca nei rapporti contrattuali. Grande interesse ha poi suscitato l’intervento di Vincenzo Tassinari, Presidente del Consiglio di gestione di Coop Italia, il quale ha affermato che dopo 30 anni di capitalismo, da questa crisi si uscirà diversi, in quanto l’etica si deve coniugare con gli affari e le imprese possono dare un indirizzo per un capitalismo improntato a valori etici, quali il rispetto per l’ambiente e il rispetto dei diritti umani. Da questo punto di vista la cooperazione è meglio collocata, in quanto, come ha affermato Luigi Einaudi, il sistema economico con il settore cooperativo diventa più democratico. Purtroppo nei confronti del capitalismo finanziario globalizzato la politica è debole, non solo a livello mondiale, ma anche a livello europeo ed italiano. In questo contesto il ruolo delle imprese diventa importante in quanto sono chiamate ad essere efficienti, ma con valori, e ad operare investimenti per il futuro, in particolare a favore dei giovani. Si tratta di riscoprire forme di collaborazione tra imprese, dichiarando la propria strategia ed essendo coerenti ai valori dichiarati nei comportamenti nel mercato. Il modello di offerta più che al “low cost” deve essere ispirato al “giusto prezzo” ed i consumatori devono essere adeguatamente informati sulle politiche di prezzo e di qualità dei prodotti. (Per gli atti del convegno consultare:http://www.formazione.ilsole24ore.com/st/retail2012/temi.htm)