E’ ora che la segnaletica all’interno di un centro commerciale o di un outlet  cambi natura. Del resto lo sta già facendo. Essa non deve essere solamente un segno che risponda alla necessità di comunicare l’ubicazione di un negozio o di un servizio, ma anche un “segno relazionale”. Questa nuova caratteristica, molto  più ampia e profonda della tradizionale, esige che si ripensi sia all’ubicazione di ogni segno sia che si riveda la posizione di ogni pannello indicativo e la sua grafica. Per esempio, per determinare il posto esatto di una vettura nel parcheggio oggi si comincia ad associare tre elementi, affinché il cliente ne ricordi almeno uno: non solo una cifrao una lettera dell’alfabeto,ma anche il colore. In questo modo anche un bambino può partecipare con gli adulti alla ricerca della vettura, individuandone l’ubicazione facendo riferimento al colore o a un fiore. Non solo, ma i pannelli non devono più essere posti affissi troppo in alto nei confronti degli occhi, ma alla loro stessa altezza, cioè a 1.60 cm dal suolo. Già dall’entrata del centro il cliente deve essere guidato a sapere dove si trova e qual è la caratteristica di quel luogo commerciale. Da qui l’importanza che viene data al nome delle varie porte (con un numero, ma meglio ancora con una parola evocativa), subito dopo la quale sono presenti le indicazioni delle grandi e medie superfici e dei servizi(toilette, ascensore ecc.) contenute dal centro commerciale. La riproduzione della planimetria non deve essere presente solo all’entrata del centro commerciale, ma ad ogni intersezione dei corridoi, posto dove facilmente si infila la strada sbagliata. In proposito i tecnici raccomandano che non sia mai orizzontale, perché altrimenti si rischia che venga adoperata come piano-tavola da pic-nic, sui cui appoggiare oggetti o borse, quando non stoviglie di plastica usate e tovagliolini di carta usati e appallottolati. Meglio usare un tavolo inclinato. Naturalmente ogni realizzatore ha soluzioni caratteristiche e proprie, come la cassetta o cassette delle lettere all’entrata colorate e ben capienti, il pagliaccio dipinto o reale che dà il benvenuto ecc. tutto nello spirito di un’accoglienza calorosa. Ma anche deve creare per ogni insegna, o anche per ogni promotore,comunicare una caratterizzazione propria e diversificatasecondo modo che un’insegna ha deciso di assumere per offrire la “sua” esperienza di acquisto. Per esempio il parcheggio può essere suddiviso in settori caratterizzati ognuno con il nome di uno sport  (spaziale, tradizionale ecc.) o una tecnologia (astronave, paesaggio, festa tradizionale…). Tutto questo,  naturalmente, comporta che si riveda quella classica distesa piatta e monotona di un parcheggio, rompendone la monotonia. Oppure all’interno si può adottare una segnaletica che richiami la vegetazione, con un albero, un fiore, un giardino ecc., quando non addirittura riproducente particolari del paesaggiocircostante o riprendente la maioliche o altre attività artigianali della zona. Sempre a proposito di segnaletica relazionale alcuni hanno ridisegnato i fantoccini stilizzati delle toilette vestendoli con un costume da bagno colorato, diverso naturalmente quello per gli uomini da quello per le donne. Ma la segnaletica deve comunicare anche modernità. Non si può più continuare a riprodurre i cari e vecchi pannelli di papà e nessuno proibisce di usare, per esempio, 3D interattivi, anche se non bisogna dimenticare, a proposito di questa tecnologia, gli inconvenienti ad essainerenti, quali la possibilità di essere usati solo da una persona alla volta, la non familiarità per le persone più anziane, i costi elevati di acquisto e di manutenzione, la loro rapida obsolescenza ecc.Grazie alle nuove tecnologie, la segnaletica di un centro commerciale può essere semplificatae concentrata su un unico supporto. Nulla impedisce che essa perda la sua seriosità di cui oggi si ammanta, per assumere una caratterizzazione ludica e piena di fantasia, purché logicamente non si sottovaluti la sua praticità, la sua indicatività. E si potrebbe continuare. Ma soprattutto non si pensi che la segnaletica non renda anche economicamente. Si dice che in Francia la revisione della segnaletica di un pdv di bricolage abbia fatto crescere le sue vendite del 20%. Sarà vero? Qualunque sia la spiegazione, rimane il fatto che gli effetti di una revisione della segnaletica porta effetti sicuri. E’ questo che fa riflettere.