Il 75% delle insegne alimentari francesi dovranno, entro il 2020, munire di porte i mobili per i surgelati dei loro pdv. Lo prevede un impegno “volontario” firmato dalla Fdc (Fédération du commerce et de la distribution) preso nello scorso gennaio con il Ministero dell’Ecologie e dello Sviluppo. Quest’operazione interesserà 700 chilometri di scaffalature, in cui vi sarà la libertà di scegliere soluzioni diverse, per un settore che pesa per il 25% delle vendite di un pdv e il 40% dei consumi energetici. Le soluzioni sul mercato sono due: investire nel rinnovamento delle vetrine aggiungendovi antine di vetro in retrofit oppure acquistarne di nuove dotate di doppio vetro. Dal momento che un mobile per surgelati ha la durata di 15 anni e che la media francese attuale è di 7, la soluzione migliore sembra quella di adattare ai mobili esistenti le antine fino alla scadenza del tempo, a meno che nel frattempo non intervenga una ristrutturazione totale del pdv. Il tutto dipende dal ritorno sugli investimenti, tenendo presente che la nuova soluzione fa risparmiare all’anno ogni mq lineare 120 euro per un vetro semplice e 290 euro per il doppio vetro (quest’ultimo è consigliato soprattutto per gli ipermercati, perché si rischia meno appannamento), a cui aggiungere l’abbassamento delle tasse ottenuto presentando la certificazione di economia energetica. Sembrerebbe che il tutto possa essere ammortizzato in due o tre anni.