Il 26 aprile scorso, Coop Adriatica ha sottoscritto con i sindacati un accordo sul lavoro domenicale e festive dei 4.000 dipendenti degli Ipercoop e dei super Coop di Bologna e Imola, in seguito alla nuova legge di liberalizzazione apptovata dal parlamento, la cui operatività è partita agli inizi di gennaio di quest’anno. L’accordo è transitorio e sarà valido fino a novembre dell’anno in corso, momento in cui verrà sottoposto alla prima valutazione. Comunque non varrà per le 4 feste civili nazionali, durante le quali i pdv rimarranno chiusi. Inoltre non vi saranno aperture straordinarie dall’ultima settimana di giugno fino alla prima di settembre, per venire incontro alle esigenze dei lavoratori durante il periodo di chiusura delle scuole. La cooperativa farà ricorso in prima battuta ai lavoratori che si candideranno volontariamente, prevedendo un riconoscimento graduale che parte dalla maggiorazione prevista dal contratto nazionale, cioè del 35%, fino ad arrivare a una maggiorazione del 70% per coloro che affriranno la loro massima disponibilità. L’intesa permette, inoltre, di estendere l’orario di lavoro di 100 lavoratori part time e di offrire occupazione, con part time a 16 ore per il solo week end, anche a persone disoccupate o in mobilità. Ogni lavoratore non potrà prestare la sua opera per più di 3 giornate consecutive, ma, in caso di necessità, dovrà garantire la presenza per almeno 14 domeniche di apertura previste dal calendario concordato. Afferma il presidente di Coop Adriatica, Adriano Turrini. “La nostra cooperativa non è interessata a un utilizzo selvaggio delle aperture festive, ma solo a difendere le proprie vendite e la sostenibilità economica della gestione di un mercato molto competitivo, a fronte di una concorrenza particolarmente aggressiva, e dunque a salvaguardare gli attuali livelli occupazionali”. Nel frattempo Coop Adriatica ha dato inizio a una valutazione dell’impatto delle nuove normative sull’attività della propria rete di vendita. Per questo, “Non intendiamo andare verso aperture indiscriminate”, afferma ancora Turrini.