Il convegno svoltosi a Bologna il 13 aprile scorso per iniziativa di Ascom è stata l’occasione per il rilancio in tempo di crisi dell’impegno di Confcommercio in tema d’innovazione, reti d’impresa e formazione. Al di la delle polemiche sulle liberalizzazioni degli orari delle attività commerciali al dettaglio risuonate nelle introduzioni di >i>Ugo Margini, presidente della Confcommercio Emilia Romagna, e di Enrico Postacchini, presidente di Ascom Bologna, la parte centrale del convegno è stata occupata dalle relazioni tecniche di Valentino Di Pisa, presidente Iscom Emilia Romagna, e di Ivano Ruscelli, direttore di Iscom Group. Di Pisa si è intrattenuto soprattutto sulle problematiche delle reti d’impresa, che pur essendo più difficili da realizzare nel settore delle piccole imprese commerciali in quanto occorre superare il loro tradizionale individualismo, rappresentano comunque l’occasione per creare alleanze sul piano relazionale, per ricercare nuove modalità gestionali e per usufruire di vantaggi concreti in materia fiscale e nel campo del credito. Ivano Ruscelli, reduce da un triennio di esperienze sul campo del marketing territoriale maturate a Parma ed ora di nuovo alla guida di Iscom Group, dopo aver analizzato il nuovo contesto economico e sociale in cui vengono ora ad operare le PMI del commercio ( vendite in calo, consumi delle famiglie in diminuzione, nuovi comportamenti dei consumatori meno ostentivi, ecc.) ha illustrato vari casi di innovazione in corso in Italia e in altri paesi europei. Di particolare interesse poi il caso del rilancio di brand locali ( quali 173 bis e Castaldini a Parma, Andrei a Perugia, Hops a Riccione, ecc.), i quali nascono dall’intuizione che modalità innovative di gestione sono possibili, ma poi devono essere perseguite con costanza e continuità nel tempo. Da Londra era poi stata chiamata Shanaaz Carroll, dell’Association of Town Centre Management (ATCM), la quale si è intrattenuta sullo sviluppo dei Business Improvement District (BID) nel Regno Unito, cioè di uno strumento di finanziamento dei progetti di valorizzazione e riqualificazioni di quartieri urbani degradati, che vede il coinvolgimento con contributi fiscali a carico dei proprietari degli immobili nelle aree urbane interessate dai progetti medesimi. Si tratta di uno strumento d’intervento ideato negli Stati Uniti, che ora vede applicazioni anche nel Regno Unito, nel quadro del progetto Mary Portas Pilots, sostenuto dal Governo Cameron. Rispetto a 250 richieste presentate, sono state scelte 12 aree urbane, per il quale il Governo ha assicurato un contributo di 100.000 sterline per area, in particolare per studiare soluzioni innovative al problema dei locali commerciali da tempo rimasti vuoti e che contribuiscono al processo di degrado di molte aree urbane. Carlo Sangalli,presidente della Confcommercio nazionale, concludendo i lavori del convegno, ha riproposto alcuni dati sulla profondità della recessione che il Paese sta attraversando, già indicati nel recente convegno di Cernobbio: consumi in calo del 2,7%, investimenti in calo del 7,5%, una pressione fiscale che ha ormai raggiunto il 55%. Occorre, a suo parere, che il Governo presenti al più presto un pacchetto di riforme per la crescita e che attraverso la “Spending Review” si trovino le risorse finanziarie per evitare l’aumento dell’IVA del 2% previsto in autunno, per pervenire ad un progressivo alleggerimento del peso fiscale su imprese e famiglie e per coltivare buone politiche a sostegno del commercio urbano, dell’economia verde e delle reti di imprese. Si tratta di non spaventarsi di fronte alle difficoltà attuali ed impegnarsi in una politica a favore del commercio italiano per un incremento della sua produttività e per la creazione di nuovi posti di lavoro nell’economia dei servizi, a partire con la valorizzazione del turismo, per il quale si fa poco o niente. In questo quadro i progetti di innovazione nei servizi con la formazione e l’assistenza tecnica attuati tramite gli Innovation Point promossi dalla Confcommercio possono fornire un contributo a stimolare la competitività nel settore del commercio.