Nonostante il contesto economico difficile, con la fiducia dei consumatori che si indebolisce in modo più evidente nei mercati della zona euro e il calo delle vendite, i canoni nel settore “High Street” sono rimasti sostanzialmente stabili in tutta Europa e i retailer hanno continuato a mostrare interesse nelle poche location prime disponibili nelle zone più ricercate delle grandi città. Ciò è quanto emerge dall’ultima ricerca di CBRE a livello europeo. Nell’ultima parte dell’anno, l’acuirsi della crisi nei paesi europei ha influenzato negativamente i consumatori, soprattutto nei Paesi della zona euro. Il timore di un aumento della disoccupazione e della conseguente riduzione del reddito disponibile sta indebolendo la fiducia delle famiglie europee. Infatti, il livello di fiducia dei consumatori, che nel primo semestre 2011 si era attestato intorno alla media degli ultimi dieci anni in Europa, ha subìto un calo significativo nel secondo in molti Paesi, anche in Danimarca e nei Paesi Bassi. In Italia, il brusco calo di 12,6 punti base osservato nella seconda metà dell’anno è stato in parte recuperato nei primi due mesi del 2012, alimentato da una rinnovata fiducia nell’economia in generale. Per quanto riguarda invece i retailer, il loro livello di fiducia ha seguito un andamento simile in tutta Europa, ma nel Regno Unito è sceso nei primi mesi del 2011, per poi migliorare verso la fine dell’anno. Nel quarto trimestre 2011, la crescita dei canoni di locazione in Europa, secondo l’indice elaborato da CBRE per monitorare l’evoluzione dei canoni di locazione per i negozi nelle vie principali delle grandi città, l”European Prime High Street Rent Index” è stata solo dello 0,5%,nonostante le ottime prestazioni di Berlino, Manchester e, più in particolare, di Lille. Nel corso dell’intero anno, invece, i canoni sono aumentati del 3,4% in tutta Europa, con un rallentamento della crescita nella seconda metà dell’anno. I canoni prime sono rimasti stabili nella maggior parte delle città, con solo pochi mercati ad aver evidenziato una crescita significativa. La domanda dei retailer è ancora fortemente concentrata sulle aree “prime” delle maggiori città, anche se sta aumentando la competizione tra i retailer nella ricerca di spazi appropriati. Prosegue la tendenza a richiedere e negoziare maggiori incentivi, compresi i contributi di fit-out che, in alcuni casi, sono la principale causa dell’allungamento dei tempi di chiusura dei contratti. Per quanto riguarda l’andamento delle vendite non ha sorpreso che, nel periodo natalizio, abbiano subito uno stallo, visto il peggioramento della propensione al consumo. In tutta Europa, infatti, le vendite al dettaglio sono aumentate solo dello 0,1% rispetto allo stesso periodo del 2010. Se consideriamo solo l’area euro, la diminuzione è stata maggiore, pari al 1,6%, riflettendo la forte pressione che stanno subendo i consumatori di questi mercati, in particolare nel sud Europa. Al contrario, in Polonia e Russia le vendite sono aumentate in maniera significativa.