Nel 2012 Coop Adriatica cercherà, nonostante la crisi economica e dei consumi che sembra sempiterna, di aumentare le sue vendite nei confronti di quelle del 2011. Dal momento che queste ultime sono state di 2.082 mio di euro, si è messo in programma di elevarle del 2,3%, cioè di giungere a 2.129 mio. Ci riuscirà? La fatica, in effetti, non si presenta lieve. E’ vero che le vendite dell’anno scorso sono state superiori del 2,5% a quelle del 2010, ma ciò è avvenuto grazie all’apertura di 11 nuovi punti di vendita (acquisiti da Plenty Market). In proposito la ripresa dell’inflazione ha apportato una non lieve frenata. Prova ne è che, a rete confrontabile, le vendite dei pdv della cooperativa non sono cresciute affatto. Tutto questo, naturalmente, nel bilancio ha mostrato chiari i suoi effetti: l’utile finale, infatti, è passato da 23 mio a 13 mio. In realtà la cooperativa è solida e si può permettere di continuare nelle sue azioni in favore dei suoi soci e clienti, per perseguire nella sua finalità storica della cooperazione di consumo e in quella di aumentare la fedeltà dei suoi acquirenti. Comunque per il 2012 è previsto un ulteriore calo dell’utile d’esercizio a 7,5 mio. Il frutto di questa strategia lo si vede dalla crescita del numero dei soci (da 1.108.000 a 1.151.000) e anche di quelli prestatori (da 232.000 a 233.000). Nonostante ciò il prestito da soci è diminuito da 1.981 mio a 1.901 mio: questa perdita di 80 mio sono la prova che questi soci sono stati obbligati a prelevare somme per le necessità dei loro bisogni quotidiani. Coop Adriatica, però, non dà l’impressione che voglia aspettare che “passi la nuttata”. Per questo, solo per contrastare l’inflazione, investirà ulteriori 27 mio in più rispetto al 2011 per contenere i prezzi e aumentare le promozioni. Quest’anno la cooperativa promuoverà una campagna (“Conviene”) che inizierà in questo mese, in modo che i suoi soci, in modo particolare i suoi soci prestatori e quelli che subiscono maggiormente la crisi (i disoccupati e i cassintegrati) potranno risparmiare complessivamente 85 mio di euro e altri 15 mio per la raccolta punti. I soci prestatoi da quest’anno godranno di sconti aggiuntivi, offerte riservate, omaggi sulla spesa ecc. E naturalmente Coop Adriatica rafforzerà l’assortimento dei prodotti a marchio, che possono far risparmiare fino al 20-30% rispetto alle marche nazionali. Ma non si sotto valuterà lo sviluppo della rete. Per quest’azione verranno investiti circa 114 mio di euro soprattutto nella riqualificazione dei punti di vendita operanti nei centri storici e in alcune aperture di piccoli negozi. La convenienza di prezzo ai consumatori continuerà però ad essere abbinata anche all’impegno sui valori, quali il mantenimento della qualità dei prodotti attraverso l’attenzione alla filiera, il maggior impegno a incrementare i prodotti locali (già oggi il 53% delle vendite provengono dalle 4 regioni in cui Coop Adriatica opera: Emilia Romagna, Veneto, Marche e Sicilia) con il supporto dell’iniziativa “Le nostre bhuone regioni”, un rapporto con i fornitori basato sulla legalità (i protocolli saranno subordinati al parere delle Prefetture) e un potenziamento dei prodotti etici. Ma anche in nuovi servizi. Per esempio uno in particolare: la prossima apertura a Castel Maggiore del primo distributore di benzina, campo in cui Coop ha deciso nazionalmente di entrare. Sempre in merito allo sviluppo della rete, il presidente Adriano Turrini si è espresso anche sulle voci che che girano a Bologna per cui Coop Adriatica sarebbe interessata al “Mercato di mezzo” del centro storico. Ebbene sì, esiste un suo progetto per riqualificarlo, ma si è ancora ai primi passi per poterlo dare per sicuro. Per il momento c’è solo “un grande interesse”. Certo, però, che, se la cooperativa subentrasse nel contratto d’affitto, “la nostra ricostruzione prevederebbe di farne uno spazio che accoglie solo eccellenze”. E’ chiaramente esclusa, perciò, l’apertura di un supermercato. Di più non si può sapere.