I numeri 2011 di Conad sembrano non risentire dell’attuale crisi economica e di consumi, tanto sono positivi. Ma non è vero, naturalmente. Eccoli: giro d’affari della rete cresciuto nell’anno del 4,8% a 10.250 mio di euro (+70,6% sul 2002), leadership nei super passata, secondo Nielsen, dal 15,0% al 16,2% e nei pdv di prossimità dal 12,8% al 13,7%, primato nell’area 4 Nielsen con il 13,2% del mercato, ma soprattutto la quota di mercato aumentata dal 9,9% al 10,3%. Buono anche l’aumento a parità di rete: +2,1%. Se la superficie complessiva della rete è cresciuta del 3,2% a 1.560.835 mq e il numero dei pdv dello 0,7% a 2.959, vuol dire che le nuove aperture, i nuovi acquisti (a novembre Conad del Tirreno di Pistoia ha acquistato da Lombardini 19 pdv e Conad Centronord di Reggio Emilia altri 20 in Lombardia) e le ristrutturazioni hanno interessato soprattutto le medie/grandi superfici, alzandone la media generale per pdv da 514,7 mq a 527,5 mq. Per questo, stando alle cifre riferite dal direttore generale Francesco Pugliese nella conferenza stampa milanese del mese scorso, colpisce la posizione di Conad nella scala della produttività per mq: la terza con 6,56 mio di vendite medie annue, ben sapendo che tendenzialmente queste aumentano con il crescere della superficie di vendita. La classifica italiana è capeggiata da Esselunga con 17,98 mio (superficie media: 2.821 mq) e in seconda posizione troviamo Coop con 7,38 mio (1.017 mq). Conad è seguito da Carrefour con 6,16 mio (811 mq), Auchan con 5,65 mio (828 mq), Despar con 4,91 mio (564 mq) e Selex con 4,73 mio (699 mq). Come si può notare, Conad, se è in terza posizione per produttività, è nella settima per superficie media. E’ questa la sua particolarità, anche se noi pensiamo che gran peso in essa abbia avuto la collaborazione con E.Leclerc e il suo know-how (la collaborazione con la catena francese è stata rinnovata nel 2011 per altri 10 anni). E non è tutto sotto l’aspetto della positività. Nel mese di dicembre Conad ha acquistato da Billa/Rewe 7 iper e 36 super situati nel nord e centro Italia, per una superficie complessiva di 74.195 mq e 5.800 addetti. Con il via libero dell’Antitrust questa operazione dovrebbe permettere al consorzio di raggiungere nel 2012 un giro d’affari di 10.650 mio e una quota di mercato di 10,6%. Ma, nonostante questi risultati, Conad non intende affatto sedersi sugli allori. Ha elaborato, infatti, un piano molto impegnativo anche per il 2012, basato su tre strategie: convenienza (grazie alle promozioni), distintività dell’offerta (con italianità dell’ortofrutta, prodotti tipici, esportazioni di prodotti italiani, nuove filiere controllate, rafforzamento della marca commerciale) e fidelizzazione (già oggi sono 6.544.000 le famiglie italiane che acquistano da Conad almeno una volta alla settimana contro 4.512.000 nel 2005). Nel 2011, poi, sono terminate la nuova canalizzazione della rete, che ha introdotto Conad City e sta portando ad esaurimento l’esperienza di Margherita, e la revizione e ristrutturazione radicale degli assortimenti. Il 2012 è l’anno che impegnerà Conad a mettere a regime tutte queste iniziative e i pdv acquisiti. I responsabili del consorzio sintetizzano il grande progetto Conad per il futuro prossimo in un’espressione: “Conad da insegna a marca”. Impegno di non poco conto, che si baserà in modo speciale sull’attenzione a cinque fattori: canalizzazione della rete, marca commerciale, comunicazione mirata, focalizzazione sui freschi e innovazione legata all’interconnessione più stretta e sistemica con i fornitori e i clienti. Senza demordere sui canali paralleli: distribuzione in proprio dei carburanti (13 sono le stazioni di servizio), ottica, farmacie (42) e sui canali Sapori & dintorni Conad e Cremeria Conad (2 pdv operanti). La carne al fuoco non manca.(i.m.)